3.34
Sono insonne.
Ovviamente questo capita quando la mattina dopo devo svegliarmi alle nove per recarmi in Università esclusivamente per prestare dei libri ad un compagno. è in questi momenti che credo tanto nel karma. Insomma, in qualche modo dovrei essere ripagata.
Ma devo anche imparare a farmi conoscere meglio, così che chi mi da appuntamento alle 10 del mattino (a meno che non si tratti di esami/viaggi/lavoro/cose esclusive) sia preparato a trascinarsi fino a casa mia ed essere accolto da una sottospecie di essere umano femmina vestita da casalinga sciatta, pronta a rituffarsi tra le coperte appena i suoi organi dell'udito trasmettono quello che è il rumore di una porta che si chiude alle spalle di qualcuno che esce dall'appartamento.
3.44
In realtà, stanotte, quest'insonnia mi sarebbe anche comoda.
Ho appena visto "This is England", bel film del 2006 di Shane Meadows, sulla sottocultura skinhead inglese dei primi anni '80.
Piacevole non è il termine che attribuirei a questa visione, perché è un film che racconta la deriva neonazista degli skinhead, in un modo tanto reale quanto crudo. La visione è sofferta, a tratti angosciante e contornata da inquiete domande sul perché - e sul come - certe sottoculture finiscano poi per prendere strade del genere.
Ma, proprio per questo, il film è bellissimo.
Un lungometraggio privo di retorica e buonismo che fa riflettere, mostrando i fatti così come sono accaduti, senza che l'occhio del narratore si schieri apertamente da una parte o dall'altra è, infatti, efficace ed esemplare. Lo sdegno per il nazismo emerge con naturalezza nello spettatore, a seconda dell'etica e dell'orientamento dello stesso, e questo è un altro grande pregio del film. L'ora e quaranta di visione scorre velocissima, accompagnata da una splendida fotografia sui toni autunnali tipica delle pellicole inglesi e da un'ottima colonna sonora.
Il film è - lo ripeto - bello ed efficace. Tanto che (ed ecco a cosa mi sarebbe servita l'insonnia stanotte) ho la voglia e la curiosità di leggere pagine e pagine sull'Inghilterra di quegli anni, sulla sottocultura skinhead, pure su Margaret Thatcher, per capire e contestualizzare.
Ma il "www" è una tela maledetta e dispersiva, e la sveglia di domani mattina è nemica di una ricerca bibliografica lunga ore.

4.04
Mi consolo con la carta stampata, e con la vicinanza geografica: mi viene in mente - da consigliarvi - "Ordigni" di Riccardo Pedrini (ora Wu Ming n°5, tra le altre cose), mia lettura della scorsa estate, che racconta bene vita, morte e miracoli del punk a Bologna (si, proprio quello del '77).
Faccio una precisazione, però: qua si cambia un po' argomento, il contesto è completamente diverso, così come gli anni e il movimento che si racconta.
Ma il libro rimane decisamente interessante e potrebbe essere un buon punto di partenza (geografico e cronologico) per poi espandere la ricerca, arrivando a toccare i temi di cui sopra.
Ma il libro rimane decisamente interessante e potrebbe essere un buon punto di partenza (geografico e cronologico) per poi espandere la ricerca, arrivando a toccare i temi di cui sopra.

4 commenti:
L'abitudine di liquidare le cose apprezzabili con un banale click su "Mi piace" rischia di farmi perdere la capacità di argomentare il motivo del piacere: male, malissimo.
Da tempo Maestar non scrivevi, non sei l'unica vittima di questa primavera '10 scazzosa, praticamente nessuno ha più portato avanti blog e blogghini, me compreso. Ma smetto subito di scrivere cose inutili e passo al contesto del tuo post.
1) Non fidarti del Karma Maestar, magari questa insonnia era una punizione per qualche tua azione malvagia fatta in precedenza, quindi non è detto ci sia una futura ricompensa...o no? Mah, oggi è già 14 giugno, di sicuro saprai rispondermi ostentando plutocratica sicumera.
2) Il film che citi e analizzi, peraltro con grande dote considerando l'orario folle a cui hai scritto, mi giunge nuovo. Beata ignoranza? Non direi a giudicare dai toni entusiastici da te utilizzati. Sarei bugiardo a dire che lo vedrò appena possibile, non perché faccio lo snob ma perché ho 20 e passa film da vedere nel Mac e diversi altri su dvd. Qualcuno mi fermi o mi dia una spinta.
3) Sul libro che consigli, che comunque apprezzerei meno di te per ovvie ragioni geografiche (e forse anche musicali), vale il discorso di poco sopra. Accattivante e interessante ma destinato a mettersi in coda proprio mentre inizio a leggere il romanzo più lungo del mondo (fonte Wikipedia eh).
Detto questo ti saluto, ti lancio, ti caccio. Una cosa a scelta tra queste. Non scrivere il prossimo post a Natale o ti commenterò in modo ancor più prolisso per punirti della tua pigrizia (Karma docet eh).
Saluti (e leggi tutto il commento che ti fa bene all'insonnia) ^^
Maestor, karma vuole che acceda qui soprattutto in orari notturni. Ma conoscendomi abbastanza bene sai che in questi orari notturni, ci sguazzo.
I tuoi commenti prolissi mi fanno piacere, dato che se è vero che nessuno ha più mandato avanti blog (facebook culpa?!) è anche vero che nessuno commenta più, e uno si sente un po' come parlasse da solo. Quindi: bravone!
Grazie per gli apprezzamenti, e metti il film in coda (il libro non per forza, è molto interessante ma per i motivi che hai detto tu non "ti toccherebbe" così tanto). Magari lo guarderai a Natale e me ne parlerai, una volta tornata in terra natìa, fuori dal celeberrimo Woodstock (mentre mi costringi a bere Montenegro facendoli offrire da Bruce. Ma questa è un'altra storia).
Lanciami un panino del dino, e un po' d'acqua (ghiacciata) di Portopaglietto, please.
'notte! :D
Facebook culpa a livelli direi, anche se comunque pure la pigrizia universitaria, almeno per quanto mi riguarda, ha avuto un suo certo ruolo.
Provvederò allora a segnarmi il film, d'altra parte il tema lo trovo veramente interessante.
Rispondendo al tuo quesito, il romanzo più lungo del mondo è Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust. Sono appena a pagina 90 (più 60 di introduzione critica che credo d'aver fatto benissimo a leggere). Me ne mancano circa 3200 a finire: here we go. Magari a fine lettura diverrò il secondo massimo esperto di Proust (cit. che dovresti sgamare subito).
Gadda? Non ho mai letto nulla, spero non soffra della sindrome Fenoglio, che scriveva 5 righe in italiano, 5 in piemontese e 5 in inglese. Dopo Proust comunque ho di nuovo Murakami in lista: Nel segno della pecora. Titoli sempre geniali, idolo. E devo ringraziare te, decisamente.
Ora torno a studiare archivistica, anzi a tentare di farlo.
Saluti again ^^
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