mercoledì 9 marzo 2011

Ti chiedo scusa, Anna Calvi

La BBC l'ha inserita tra i quindici artisti da tenere d'occhio nel 2011, quelli del Guardian dicono di essersi innamorati del suo "formidabile album di debutto" e quelli del Daily Telegraph si sono affrettati ad aggiungerci l'aggettivo "eccezionale".
In tutto questo io, devo ammetterlo, sono stata abbastanza scettica. Ho storto il naso più volte, nel modo più snob possibile, pensando: "oh no, un'altra cantante indie-fashion che miagola davanti al microfono!" finché non mi è capitato per puro caso l'album tra le mani: ero tremendamente in torto.
L'hanno paragonata a Pj Harvey e a Siouxies e, per quanto questi paragoni possano essere azzardati, in questo album di debutto, la voce profonda, le sonorità cupe e i ritmi affascinati ci sono eccome.
Mi inchino e chiedo scusa: Anna Calvi - che è una cantante inglese con padre italiano - è veramente brava e promettente e questa è "No more words":


1 commenti:

flavio ha detto...

Continuo a pensare che dovrebbe cambiarsi il nome in Hannah Bolds. Oppure Annè Bolds. Dai, Anna Calvi per quanto possa suonare esotico in Inglese, non si può proprio sentire. Sembra il corrispondente femminile di Mario Rossi.

p.s.
Il sistema di verifica di google mi chiede di immettere la parola "inetto".