Da un po' di tempo a questa parte ho notato che la parte inferiore del mio computer, per la precisione un macbook bianco unibody cazzi e mazzi, si sta scollando.
Allarmata, disperata e rassegnata a pagare centinaia di euro per la riparazione, davo la colpa al caldo. Ma poi, grazie a mamma internet, ho scoperto che è un difetto di fabbrica al quale ovviare andando in un centro di assistenza ed ordinando la parte da sostituire in modo completamente gratuita. Ottimo!
Così, ecco che bella pimpante mi reco al DataTrade sotto casa (che comodità!), dove è avvenuta la scena che sto per raccontare, ancora incredula sulla sua effettiva realtà.
Un gggiovane commesso mi accoglie: "Prego!"
"Buongiorno, la parte inferiore del mio macbook..."
"Si sta scollando"
"Esatto. Ho letto che c'è la riparazione gratuita, vorrei ordinare il pezzo"
"Bene. Adesso compiliamo la richiesta. Il suo cognome?"
"Marongiu"
"Come scusi?" - so che il mio cognome può essere difficile da capire la prima volta, quindi lo ripeto lentamente.
"Ma-ron-giu."
"Morongio?"
"No, Maaa - rooon - giu"
"Margio?"
"Ma - ron - giu, con la u, Marongiu!"
"Marongio?" - a questo punto inizio a pensare che mi stia prendendo in giro, ignara di quello che sarebbe successo di lì a poco.
"Con la U, Marongiu!"
Ci mancava poco che prendessi la tastiera e iniziassi a scrivere io, ma ce l'ha fatta. Marongiu.
"Indirizzo?"
"Via bla bla bla, campanello Morrone"
"Come?"
"Mor-ro-ne"
Mi guarda.
Io lo guardo. Sorrido, cerco sempre di essere cortese con le persone nei negozi.
Ed ecco che succede. Il commesso gira lo schermo dell'iMac gigantesco che sta maneggiando, e - indicandolo - mi dice: "così, tutto attaccato?"
Io leggo: "Campanellomorrone"
Non capisco, aggrotto un po' la fronte. Cerco di ripetere "Beh, ecco...Morrone, il nome sul campanello è Morrone". Ma mentre sto finendo la frase, e mentre il commesso mi guarda come se fossi pazza, mi accorgo che "Campanellomorrone" era stato scritto sotto la dicitura "Città".
Dopo un momento di panico, cercando di trattenere le risate, spiego: "no guarda, la città è Bologna...Morrone è il N - O - M - E che c'è scritto sul C - A - M - P - A - N - E - L - L - O!"
Lui continua a guardarmi come se gli stessi parlando in arabo, e solo alla seconda volta che ripeto la frase di cui sopra si decide a cancellare "Campanellomorrone" e a scrivere "Bologna".
Lo strazio sembra essere finito, ma arriva il momento in cui il commesso mi chiede la mail.
"Marongiu, punto Laura..."
Non riesco a finire la frase, ed ecco che riniziamo con "Marangio?"
"No, come il cognome, Marongiu!"
"Morongio?"
"No, Ma - ron - giu!" - indicando la casellina del cognome
Lui scrive "margiu".
Mi arrendo: "si, va bene così."
Prendo il foglio del mio ordine e, sudata e affaticata, esco dal negozio. Commesso, se stai leggendo, dimmi la verità: mi hai fatto una supercazzola? Ero su scherzi a parte? Ti prego!
Intanto, spero che le condizioni del mio computer non siano affidate ad una comunicazione via mail tra il centro assistenza e me o - per meglio dire - una certa "Laura Margiu".
giovedì 21 luglio 2011
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3 commenti:
Don't worry, be apple.
:P
Esagerata!!!!!
Il comesso non puo essere cosi scemo.
Sara colpa di entrambi.
Caro anonimo,
sono molto tentata dallo scrivere un commento sarcastico sull'assenza degli accenti nella tua frase, ma preferisco immaginare che tu scriva da una tastiera straniera, o che tu sia il commesso in questione che cerca di difendersi. :D
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